Respirare sott’acqua

Scritto da Elisabetta | Stefania

“Ok, allora domani andiamo!” È da qua che parte tutto, un accordo tra due amiche.
Un grande accordo… domani andiamo in acqua!
Sembra strano che accada ogni volta, ma il solo pensiero di andare in mare risolleva il morale; un po’ come quando chiudi una valigia subito prima di intraprendere un viaggio. Con attenzione prepariamo l’attrezzatura e iniziamo a pregustare quel che sarà domani: sì, perché anche se ogni immersione è unica, in realtà è segnata da azioni che con il tempo diventano abituali. Partenza di prima mattina, la nostra barca ci aspetta, sì, siamo doppiamente fortunate, facciamo parte di un club storico di Viareggio, il Club Subacqueo Artiglio che ha una barca di proprietà che ci permette d’immergerci in tutto l’Arcipelago Toscano. Con il sole che ci riscalda sistemiamo le attrezzature, felici per l’immersione che stiamo per fare. Il primo contatto con l’acqua che entra nella muta è sempre una sferzata, un rivolo d’acqua si fa largo lungo la schiena quasi a volerti ricordare che da questo momento non sei più a casa tua, ma entri in un ambiente di cui sei ospite e come tale devi portare rispetto. Chi non pratica la subacquea non sa cosa voglia dire “respirare sott’acqua”, una sensazione unica, un privilegio che ci estranea dalla quotidianità e ci regala il sogno di poter far parte del mondo sommerso. Il silenzio è rotto solamente dalla cadenza dei nostri respiri che se ne vanno verso l’alto in bolle sempre più grandi. Ci guardiamo intorno. L’acqua è splendida. In pochi secondi la vita sul fondo si anima: qua e là le piccole castagnole difendono la loro tana, sul fondale stelle, triglie, salpe che si muovono in gruppo. Sono loro gli amici di sempre che ogni volta ritroviamo quasi a volerci salutare e accompagnare. Cerchiamo negli anfratti, magari troviamo un polpo, forse lì dietro si nasconde una murena!
Andiamo avanti guardandoci intorno sempre con stupore e curiosità. Un timido spirografo ci percepisce e si ritira dentro il suo tubicino. Il panorama cambia con l’aumentare della profondità. Ecco siamo arrivate alla cigliata, da qua in poi possiamo ammirare i coralli, le gorgonie e gli altri abitanti di questo “giardino” sommerso.
La nostra pace contrasta con l’agitazione che ci circonda: come spettatrici osserviamo la miriade di pesci affaccendati, la loro frenesia ricorda la nostra vita di superficie e questo ci fa sentire ancora più grate al mare di poterci ogni tanto distaccare da tutto.
Se ci chiedessero: “perché vi immergete?”
La risposta sarebbe: perché quando siamo in acqua riusciamo a mutare, prendiamo le sembianze degli animali che sono intorno a noi. In ogni essere che ci circonda laggiù ritroviamo una sfumatura del nostro carattere: la timidezza di una murena che si nasconde nella sua tana, l’indipendenza dei pesci pelagici, la curiosità della cernia che ci osserva con circospezione; il coraggio della piccola castagnola che difende la propria casa. Un’immersione dura solo un’ora, ma quello che lascia te lo porti dentro sempre; è impossibile riassumere in poche parole quello che realmente il mare ci regala, forse perché, come dice Jacques Cousteau, grande conoscitore del mare: HYPERLINK “https://frasix.it/frasi/20551″“Il mare, una volta che ammalia, trattiene per sempre una persona nella sua rete di meraviglia”.

Foto subacquee

 

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