L’oca loca

Scritto da EDG

Legger-mente è stato, fino al Dicembre 2021, uno dei laboratori presenti nei progetti di socializzazione de l’inclusione sociale. Leggermente voleva avvicinare l’utenza alla lettura, all’elaborazione delle informazioni e alla rappresentazione di quanto letto. Un esempio è stata la messa in scena del racconto  “La Gabbianella e il gatto…”, ma lo step successivo doveva essere quello di inventare, noi, gruppo di nove utenti, il gruppo Leggermente, una storia. La storia andava immaginata, raccontata, illustrata..
Questo progetto l’abbiamo solo iniziato , perché il nuovo assetto interno a deciso di tagliare questa attività, ma vogliamo comunque rendervi partecipi del bel lavoro iniziato, ed era veramente solo l’inizio. Buon divertimento

Quando una mattina mi sono affacciata al balcone, nel prato davanti alla mia casa ho visto un oca bianca che razzolava. Non mi è sembrata una cosa strana, abito in un luogo dove vicino scorre un piccolo fiume. Questo fiume campagnolo non è particolarmente bello, le sue acque sono scure e limacciose, spesso la corrente vi trasporta rami e fogliame, ma forse questa è solo l’apparenza, perché … queste acque costituiscono dimora per una serie svariata di esseri viventi: innanzitutto ci sono tanti pesci, di varie forme, dimensioni e colori che attirano molti pescatori e nelle giornate di sole li vedi seduti con la canna in mano come statue dormienti che si animano al minimo movimento della lenza.
Nuotano in formazione gruppi di anatre dalla livrea verde e marrone, qualcuno mi sussurra che sono germani, nuotano e chiaccherano come comari al mercato rionale.
Nelle giornate calde prendono il sole, sui sassi cocenti, gruppi di tartarughe d’acqua.
Allungano il collo e chiudono gli occhi come aspettando il bacio di un innamorato. Nuotano, da una sponda a l’altra, anche le nutrie, che avvezze dall’umana mano si avvicinano ghiotte di pane e poi aironi, cormorani e gallinelle … insomma un gran esempio di ecosistema!
Quando è arrivata l’oca”, era un personaggio nuovo.
Rimaneva tutto il giorno sul prato, usato in genere come parcheggio, brontolava un po’ quando le persone si avvicinavano, ma andava in estasi davanti alle auto.
Le odorava, le becchicchiava, dormiva vicino alle ruote o con la testa sotto la macchina… Le sue piume erano grigie perché non entrava mai nell’acqua!
I nonni con i nipotini avevano allestito un ricovero e gli portavano pane, insalata e semini.
Dopo qualche giorno salutava i passanti con il suo starnazzare aspettando un bocconcino da una manina gentile.
Ma la sua attenzione era tutta per auto, furgoni, camion e ruspe…
Quando la ruspa entrava in azione  si divertiva  a fare da assistente e mangiare i lombrichi nella terra smossa e i passati ridevano a quella vista curiosa.
Quando la sera le auto accendevano i fari per l’oca era un luna park, andava incontro alle luci con le ali aperte e il busto eretto  e poggiava sulla rovente plastica rumorosi baci.
Una notte è arrivata anche una faina.
“La vita somiglia a una bolla di sapone che continuiamo a gonfiare il più a lungo possibile, ma con la certezza che  scoppierà”
Arthur Schopenhauer

Torna a:

Libro aperto menotre
Seguici su

menotre

Prossimo numero:
Noi, a cavallo del millennio