Rubrica Letteraria

Scritto da La Redazione

1984 di George Orwell
Edizione speciale Mondadori libri giugno 2021

Ho sempre procrastinato questa lettura perchè non sono particolarmente attratta dai libri distopici.
Per una serie di circostanze quest’estate l’ho acquistato, all’inizio ho fatto un po’ di fatica a entrare nella storia, ma credo sia utile leggere questo classico che scatena non solo inquietudini ma importanti considerazioni.
Non è solo il romanzo distopico per eccellenza ma molto di più, visionario e per certi versi di terribile attualità.
L’umanità è divisa in tre grandi stati sempre in conflitto tra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia.
Londra è la capitale dell’Oceania governata in base ai principi del socialismo, il Grande Fratello, che tutto osserva e tutto sa attraverso potenti telecamere che osservano ininterrottamente le abitazioni, è supportato dalla psicopolizia che entra in azione al minimo sospetto.
Non esistono leggi scritte e niente sembra vietato eccezion fatta per amare e pensare.
L’amore è consentito ai soli fini riproduttivi.

Nessuno ha mai visto il Grande fratello anche se la sua immagine è ritratta in ogni luogo insieme a slogan politici che sono:
“La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”.

Un mezzo per atttuare la manipolazione delle menti è la “neolingua” che si prefigge di ridurre drasticamente il numero delle parole per comprimere la capacità di pensiero, il protagonista Winston Smith è impiegato al Ministero della Verità, la sua occupazione consiste nel modificare le notizie dei giornali in base alla propaganda ed alle finalità del partito.

La società è gestita dal Ministero dell’Abbondanza che cura gli affari economici, il Ministero della Pace che si occupa della guerra, e il Ministero dell’Amore, il più terribile, che mantiene la legge e l’ordine pubblico.

Gli uomini sembrano robotizzati, eseguono ordini, sono deprivati da emozioni, passioni, opinioni, pensieri, non esitono rapporti interpersonali degni di questo nome, spesso i figli diventano spie nei confronti dei genitori.

Ma il protagonista comincia a porsi domande, si chiede com’era il mondo prima del Grande Fratello, come si viveva e in questo risveglio inizia a pensare, ad amare, scaturisce la voglia di lottare con la speranza che dai prolet possa iniziare una controrivoluzione, un sovvertimento delle regole dittatoriali.

Purtroppo tali nobili propositi vengono scoperti e inizia la tortura per rimodellare il pensiero in base ai canoni consoni al partito.

Il bipensiero, termine coniato da Orwell, indica un meccanismo che fa si che possa credersi una cosa e il suo contrario, chi lo adopera è convinto della veridicità (o falsità) di qualcosa, pur essendo inconsciamente consapevole della sua falsità (o veridicità), purtroppo, e lo vediamo continuamente, ogni società ha bisogno di propaganda, un proclama o una promessa di oggi diventano altre verità a breve distanza di tempo,

Eppure, Winston per un attimo sembra resistere, ma niente è possibile davanti al potere che schiaccia inesorabilmente gli ultimi aneliti di libertà, consegnandoci un finale che nega qualsiasi spiraglio di speranza.

È un romanzo che ci spinge a riconsiderare il potere nelle sue varie forme, solo il pensiero, ci ricorda Orwell permette di giudicare, dubitare, esprimere dissenso, un libro che è un monito contro l’indifferenza, contro gli abusi e le sopraffazioni mentali cui siamo, spesso inconsapevolmente, sottoposti.

Lasciami sola di Sauvageot, Marcelle
Edizione Guanda -collana prosa contemporanea – 2005

Sono rimasta colpita da questo piccolo libro di appena 80 pagine curiosando tra gli scaffali della biblioteca, mi ha attratto la copertina dopodichè i commenti lusinghieri di personaggi autorevoli.

Pubblicato per la prima volta nel 1933, è l’unico romanzo scritto dall’autrice morta a soli 34 anni di tubercolosi.

La protagonista, costretta per l’ennesima volta al ricovero presso un sanatorio, risponde alla lettera ricevuta dal fidanzato che le annuncia di sposarsi a breve ma che vuole mantenere la sua amicizia e il suo affetto.

Dopo lo shock e lo sgomento iniziali la ragazza ripercorre la nascita di questo rapporto d’amore, i sentimenti, le emozioni vissute, analizza e scandaglia i limiti e i difetti dell’amato ed anche i suoi con una scrittura mirabile e attualissima.

Si mettono in risalto i pregiudizi e gli stereotipi che la società, ancora oggi, impone e diversifica per i due sessi, definisce l’amore come dono di se senza freni, offrirci per quello che siamo con i nostri pregi, debolezze, imperfezioni, questo è ciò a cui l’amore vero deve aspirare.

Un libro che si legge in un fiato, mi è piaciuta particolarmente la definizione che da della felicità “Felicità è essere travolti e non capire più niente. Ma conservare un angolo recondito di coscienza che sia sempre vigile, che proprio per questo permetta anche alla parte intellettuale e razionale di noi di godere in ogni attimo del piacere che ci investe, conservare questo angolo recondito di coscienza che assapora a poco a poco il crescendo della gioia, la segue fino alle sue mete più estreme, non è forse questa la felicità?”.

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