Malamore, storie di femminicidi

Scritto da Serena Dandini

Il 25 novembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e come ogni anno le manifestazioni si susseguono dovunque, cercando di coinvolgere le scuole superiori. La classe V E del liceo scientifico “Barsanti e Matteucci” di Viareggio ha aderito all’invito del sindacato Spi-Cgil, attraverso Giovanna Buffoni, e ha ricevuto una maglietta celebrativa della giornata per ogni alunno e alunna. In cambio gli studenti hanno preparato una breve performance, associando i femminicidi, riportati dalla cronaca, a brani di libri sull’argomento, forniti dall’insegnante, ma scelti liberamente dagli allievi. Come dire che le situazioni, purtroppo, si ripetono identiche e il cammino per ridurre tale fenomeno è ancora molto lungo.

Ecco qualche stralcio.

Irlanda, strangola ex e figlia di lei, poi si uccide: “Morte barbara”

Giselle Marimon-Herrera, 37 anni, e sua figlia Allison, di soli 15 anni.  Marzo 2019

Nel sogno, lei parla quando lui entra ed espone le

sue pretese ma come se non si fosse introdotto a forza,

minaccioso o furioso o gonfio come una vipera. Nel sogno, lei tende le braccia e solleva le ginocchia,

la camicia da notte bianca ricade come neve sulle sue cosce.

Nel sogno, lei non gli permette di ucciderla. Nel sogno,

lei lo attira dentro il suo corpo con un impeto cui lui

non sa resistere. 

 Nel sogno, lui ha gli occhi

aperti e fissi in quelli di lei. Nel sogno, lei non batte ciglio, non vacilla. Lei non abbassa lo sguardo.

Nel sogno, lei decide di amarlo e di guardarlo negli occhi.

Nel sogno di una donna che è stata violentata due

volte – sotto la minaccia di un coltello e di un’arma da

fuoco – lei fa entrare l’assassino nel suo corpo e lo

costringe a guardarla negli occhi. Nel sogno, lei dice:

«Dovrai conquistarti il perdono». Non è il sogno dell’uomo,

e dunque non sappiamo se lui capisce. E non sappiamo

se la donna continua a sognare, o si sveglia, se è sveglia,

o se muore.

Afganistan, Frozan Safi, trovata uccisa il 6 novembre 2020, all’età di 29 anni, con il volto crivellato di proiettili tanto da sfigurarle la faccia.

Quante pietre mi hanno tirato. Ho perso il conto.

Non ha importanza se indosso questo o no (si toglie

“bijab e lo usa come oggetto di scena). 

Continuano a violentarmi.

Le nostre voci sono flebili, le nostre suppliche restano inascoltate, ma la nostra volontà è forte. 

Ci dicono di restare nelle nostre grotte. 

Vivete li e sarete al sicuro, se nessuno vi vede, nessuno può farvi del male. È solo quando vi mostrate che esponete la vostra persona al pericolo. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, lontano dallo stupro. Noi non vogliamo vivere così.

Ecco perché diciamo che il silenzio è un crimine.

Noi non ci fermeremo finché non saremo libere. 

Diremo la verità (sussurra) anche se dovessimo sussurrarla in ogni orecchio. Io non sorrido più. Un vento caldo ha inaridito le mie labbra, ma posso parlare e canterò.

Tirate le vostre pietre. Non mi fanno più male. Scagliate i vostri sassi. Non fanno più sanguinare. Io non ho paura

Ilenia Fabbri 46 anni uccisa da un killer su commissione il 6 febbraio 2021

“Sì, è vero, sono morta per mano di mio marito, no anzi, intanto non è stato lui materialmente ma ha assoldato dei killer, vuoi mettere? Ben due e scusate se è poco di questi tempi, di quelli professionisti veri che si vedono solo nei film americani, non avrebbe mai permesso che qualche cafone della ‘ndrangheta al sapor di ‘nduja si occupasse del lavoretto. Almeno l’ultima immagine che mi è rimasta stampata sulla cornea è stata quella di due uomini massicci e palestrati con doppiopetto blu, vuoi mettere? 

No, carina, non è lo stesso, intanto io sono rimasta integra, bella, elegante, trucco leggero, capelli a posto, senza una macchia di sangue…  mi hanno strangolata con un foulard di seta di Hermès e hanno avuto l’accortezza di lasciarmelo sul collo a coprire segni e rughe varie. Cadendo non ho perso neanche le Chanel tacco sei, ero perfetta.” 

(Tratto da  FERITE A MORTE”, di Serena Dandini)

Libro aperto menotre
Seguici su

menotre

Prossimo numero:

Ci vorrebbe il mare…